Ottanta

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Duo Biondi Brunialti: pianoforte a quattro mani
Guido Barbieri: voce recitante
Maurice Ravel
Rapsodia Spagnola
Ma Mère L'oye
Testo di Guido Barbieri
Azio Corghi/Carla Magnan e Carla Rebora
...un nouveau petit train de plaisir (dai Péchés de vieillesse di Rossini)
Testo di Quirino Principe


Secondo Gustav Jung – come si sa- le sincronicità sono “coincidenze non casuali”, la rivelazione di un legame sotterraneo tra eventi, cose, persone che condividono, senza saperlo, un medesimo universo. Non può essere dunque il frutto del caso se nel 1937 – esattamente ottant’anni fa – avvengono due fatti apparentemente tra loro irrelati: il 9 marzo viene alla luce a Ciriè Azio Corghi, una delle voci più originali della musica del nostro tempo. Pochi mesi dopo, il 28 dicembre, si spegne a Parigi Maurice Ravel, uno dei fondamenti del Novecento musicale. Da un punto di vista puramente ipotetico – nonostante le differenze di età, luogo e condizione – il piccolo Azio e il sessantaduenne Maurice si sarebbero dunque potuti vedere, conoscere, toccare. Quell’incontro non avvenne mai, anche se forse, nell’universo delle musiche possibili, in qualche modo è accaduto. Il concerto di questa sera cerca di renderlo non solo possibile, ma reale, concreto: facendo così coincidere – come recita il titolo di un antico rondeaux di Guillaume de Machaut - una fin con un commencement... La prima parte riunisce insieme, nel segno della favola, due pagine di Ravel che saldano due delle sue ossessioni più fertili: quella per la Spagna e quella per la musique enfantine. La Rhapsodie espagnole e Ma mère l’Oye (entrambe nella loro versione per pianoforte a 4 mani) saranno infatti attraversate e legate da un unico filo: I nove specchi della Principessa Florine, una “favola nuova” che ruota però intorno alla figura archetipica di Florine, il personaggio che Ravel ha inventato quando Ma mère l’Oye, nel 1920, ha indossato l’abito del balletto. Nella seconda parte va invece virtualmente “in scena” ...un nouveau petit train de plaisir, riscrittura originale e pirotecnica ad opera di Carla Magnan e Carla Rebora di una delle opere più brillanti, scherzose e virtuose di Corghi, nata a Pesaro nel 1992 in forma di balletto: Un petit train del plaisir ed originariamente scritto per due pianoforti e percussioni, a sua volta ispirati ai brani pianistici di Rossini: i Péchés de vieillesse. Sono pezzi pianistici quasi totalmente privi di virtuosismo strumentale ma geniali nella felicità delle trovate musicali e nell’ironia caricaturale. Dopo il 1855, anno del suo definitivo trasferimento a Parigi, componeva molto per pianoforte e accoglieva nel suo salotto i grandi interpreti del momento. Si suppone che alcuni di questi brani siano stati lasciati incautamente incustoditi da Rossini e siano stati oggetto di curiosità da parte di Liszt e Moscheles: due assidui frequentatori del suo salotto. La lettura dell’opera, attraverso lo sfoggio virtuosistico funambolico e la bravura improvvisativa dei due celebri pianisti immaginato da Azio Corghi, svela la vera natura dei Péchés de vieillesse, la bellezza delle linee melodiche insieme ad un inconsueto gusto armonico e giunge ad esaltare le componenti acustiche uscendo gradualmente dal campo delle frequenze “temperate”, fino a raggiungere le fonti più disparate del suono indeterminato con un riferimento chiaro all’intervento jazzistico. Dal treno in corsa affiora, di volta in volta il testo divertentissimo ed ironico di Quirino Principe, che lui stesso definisce un feuilleton con venature tragico-teologiche su musiche di Gioachino Rossini commentate da un volonteroso (ma inadeguato) Quirino Principe. Un doppio anniversario dunque, che vede in questo concerto/spettacolo legato al due, un ulteriore raddoppio: la collaborazione tra due pianiste e due compositrici.

Varietè Degli Animali

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BUSTRIC in

IL CARNEVALE DEGLI ANIMALI
ovvero VARIETÈ DEGLI ANIMALI

Ideazione scenica di Bustric
Musiche
Camille Saint-Saëns Il carnevale degli animali
F. Poulenc, D. Milhaud , G. Sollima

Pianoforte Paola Biondi – Debora Brunialti


Il "Varietè degli animali" è un " Concerto di Teatro", dove il teatro e la musica raccontano assieme. La musica, che per sua natura offre la meravigliosa libertà di suggerire immagini diverse ad ognuno pur essendo la stessa per tutti, ha ispirato questo "Varietè degli animali”. Uno spettacolo d'Arte Varia, dove la pantomima, antico linguaggio dell'uomo, il giocoliere e la magia ne sono la sostanza. Un divertimento dove Bustric, brano dopo brano, diviene, con l'aiuto di piccole invenzioni, un essere ogni volta diverso del mondo animale. Si ha così la costruzione di un Bestiario Immaginario che inventa e rappresenta un varietà con numeri di abilità straordinari.

Uno spettacolo interpretato da Animali di cui l'attore (l'uomo), veste i panni.
Un gioco sulla natura e le sue straordinarie forme e forse il suggerimento e la speranza che essa non venga dimenticata.
Signori e Signori, permettete che mi presenti pubblicamente, prof. Bustric, benvenuti a questo "Concerto di Teatro" dove l'illusione diviene realtà. Perché fare una cosa difficile quando con un piccolo sforzo la si può fare impossibile?..."
Un varietà e non un carnevale degli animali, come dice il titolo originale dell'opera di Saint Saens, perché gli animali non hanno bisogno di nascondersi dietro una maschera per giocare o per farsi piacere.
Per una volta non saranno gli animali ad adattarsi al linguaggio dell'uomo ma l'esatto contrario.
Questo "Varietè degli animali" è un omaggio al mondo animale così ricco e diverso.
Bustric diventerà aiutato dalla musica di Saint Saens, brano dopo, un "Animale Sapiente" .
Un gioco sulla natura e le sue straordinarie forme e forse il suggerimento e la speranza che essa non venga dimenticata.
Il Leone, l'Elefante, il Coccodrillo, la Gallina e molti altri animali vi danno appuntamento a questo straordinario Concerto di Teatro.
Il mondo ha bisogno di spettacoli dove con leggera ironia, ingegno e fantasia si mostri quanto esso sia ricco di meraviglie e infinite possibili invenzioni.
Buon divertimento.

Il Cuore che Pensa

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Canto, Flauto, Voce recitante e PianoDuo

Elena Cecconi flauto
Elisa Rosselli canto
Laura Trimarchi voce recitante
Paola Biondi e Debora Brunialti piano duo

La Musica è corpo, anima, energia, emozione, pensiero e sentimento. .....lo strumento è la vibrazione della parola indicibile, che solo nel suono e nellarmonia prende forma e significato. Un magico incontro di 5 donne, vuole restituire attraverso un percorso sonoro ma anche gestuale la magia di sensazioni ancestrali: quelle di unampia risonanza, di una molteplicità del suono, di eterno movimento. Affinché la Musica possa arrivare col suo linguaggio più colto e ricercato, ma anche con la potenza unica dellistinto e della passione. Il flauto e le voci del canto e della recitazione, giocano e si intrecciano con le quattro mani pianistiche, in un viaggio della mente, del cuore, delle emozioni, proponendo brani raffinati eseguiti o rielaborati con fantasia ed improvvisazione. 

Il Cuore che pensa è un percorso che si snoda attraverso brani di G. Bizet, B.Godard, Saroglia-Rosselli, I.Clarke, A.Canonici, A.Piazzolla, Corghi/Magnan- Rebora, G. Sollima, E.Morricone, C.Aznavour, Dulce Pontes, ed i testi di grandi autori quali W. Shakespeare, A. Merini, W. Szymborska, F. Khalo, E.Dickinson, M.Desbordes-Valmore, F. Pessoa, con un filo conduttore risonante, dolce ma potente: Il Suono, che attraversa, in un viaggio evocativo nella nostra interiorità, territori sia immaginati che reali, e ci conduce, ci svela ed infine ci rivela. La Musica, il Canto e la Parola dunque sono il mezzo che ci permette di intraprendere questo viaggio in luoghi segreti: quelli della nostra anima.

Spring in Blue

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Pianoforti: Paola Biondi, Debora Brunialti

Con: Mascoulisse quartet

Le raffinate tastiere del duo pianistico  Biondi Brunialti e le campane dorate del Mascoulisse quartet si uniscono in un concerto dinamico, spiritoso  e di grande energia.

In scena ci sarà un’ inebriante alternanza e fusione tra i  due ensemble con brani   che  conducono  in un viaggio nel tempo dalla spiritualità di Palestrina  alla  vitalità dirompente di Gershwin.

Il Piccolo Principe

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Di e con: Bustric (Sergio Bini)

Pianoforti: Paola Biondi, Debora Brunialti
Azione mimica, magie, trasformismo: Bustric (Sergio Bini)
Musiche di: C. Debussy, G. Bizet, M. Ravel, A. Canonici


La musica è come l’acqua, prende la forma del recipiente dove la si mette pure restando sempre acqua. Con questo gioco di parole  Bustric ci informa che la musica rende liberi gli spettatori e gli attori, perché pure essendo uguale per tutti, è diversa per ognuno. Ognuno la può interpretare come vuole.

La musica è un compagno di viaggio capace di divenire protagonista in ogni istante senza mai essere prevaricatrice. Da molti anni Bustric compone e gioca con storie e personaggi che con la musica dialogano. Il suo mondo fatto di magia, giochi di prestigio, giocolerie, pantomima e parole, si sposa magnificamente bene con questa antichissima arte che, certo, è nata con l’uomo. 

Questo Piccolo Principe liberamente ispirato all’opera di Antoine de Saint-Exupéry ne è una prova. Il racconto che tutti conoscono diviene spunto di scene che si dilatano e creano sorprese. Del Piccolo principe si cerca qui la meraviglia nascosta dietro le parole. E’ una rappresentazione libera e leggera, dove la scena semplice per scelta e necessità i trasforma a seconda del momento, divenendo ogni volta paesaggio e spazio magico, diverso.
Il gioco stesso racconta e diviene storia.

E’ il modo di mettere in scena di Bustric, ancora prima del racconto ad avere un valore didattico che incoraggia la creazione. Inventare e creare  è forse l’attività umana più bella e straordinaria che esiste. Ai bambini deve essere mostrato che è possibile. Quello di Bustric e un esempio palpabile, che si vede perché davanti a tutti. La narrazione, anche se a volte è complessa, si risolve sempre con  inventiva e semplicità, quella semplicità che nasce dallo studio e dal superamento di fronzoli e decori inutili. Si va diritto al cuore delle cose, no servono scene troppo costose e difficili. Bustric ci mostra che, se si libera la mente e con essa la fantasia e se si dà spazio al gioco, tutto può essere rappresentato: “Pianeti immaginari…Personaggi impossibili… tutto” Il pubblico è sempre disposto a credere e ad entrare nel gioco dell’attore. Il teatro diceva Borghes è “Una sospensione volontaria dell’incredulità”… I bambini hanno questa straordinaria capacità innata, ancora disponibile, per loro è del tutto naturale lasciarsi andare al gioco, aspettano solo di essere stimolati. Certo non si deve deluderli, sarebbe fatale. Si devono sempre mantenere le promesse. “Un ragazzino un giorno mi ha chiesto: come si fanno le magie? Io gli ho risposto che ci voleva la polvere magica e lui allora è diventato serissimo e come se avesse fatto una scoperta eccezionale mi ha chiesto: Va bene anche la polvere di casa mia?!!”

Buon divertimento!

Beatles Suites Inglesi

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Pianoforti: Paola Biondi, Debora Brunialti

Percussioni: Maurizio Ben Omar, Paolo Pasqualin
Arrangiamenti: Cesare Grossi
Rielaborazione delle più belle canzoni dei Beatles, un caleidoscopio di melodie magiche.
 

Suite Inglesi è un progetto dove la canzone viene decontestualizzata dal dal suo mondo originale e rielaborata per la formazione del quartetto con due pianoforti e percussioni, proprio così come avrebbero potuto fare John Lennon o Paul McCartney se, invece che abili e fortunati popstar, fossero stati compositori di musica colta o arrangiatori di formazioni Jazz.

Non una semplice esposizione delle canzoni una dopo l’altra, ma un utilizzo creativo delle composizioni di Lennon-McCartney smontate e rimontate, come nella ricostruzione di un puzzle, e arricchite dalle svariate possibilità timbriche di questo organico.

A differenza di ciò che molto spesso accade, ovvero quando è la musica classica a diventare leggera, questa volta sono composizioni leggere ad essere espresse da armonie classiche, in una nuova dimensione che molto probabilmente sarebbe piaciuta a Luciano Berio, grande estimatore dei Beatles.

Nuvolo e Musica

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Pianoforti: Paola Biondi, Debora Brunialti

Azione mimica, magie, trasformismo: Bustric


Uno spettacolo di fantasia, un segno di speranza. Il respiro fresco di un mattino d’inverno.

“Mi chiamo Nuvolo sempre anche quando sono di buon umore come oggi che si può dire che sono sereno”.

Nuvolo, un personaggio che viene da lontano. Il suo compito è girare le pagine alle due pianiste. Così facendo si distrae, si lascia coinvolgere dalla musica, e finisce per lasciare la dimensione della realtà ed entrare in quella delle emozioni.

Trasportato dalle note, Nuvolo interpreta, segue, anticipa il fluire del discorso musicale che si trasforma per suo tramite in parola ed azione, suono e silenzio. La musica avvolge Nuvolo come una lingua sconosciuta, non costretta dall’obbligo del significato diviene pensiero libero, materia plasmabile per un gioco continuo di immaginazione e reinterpretazione.

La purezza delle sue parole e la semplicità dei suoi gesti aprono le porte del sentire. Il pubblico piano piano lascia che la musica entri nel proprio animo, per sentire il fluire della vita e dimenticare il senso del tempo. Innamorato delle sue pianiste e del loro canto, non svelerà mai il suo amore che vive nelle mille attenzioni e invenzioni che la loro musica fa nascere in lui.

Nuvolo ci dona un’esperienza profonda e completa del sentire, ricordando a ognuno noi l’intima essenza dell’arte, quella di ritrovare noi stessi.

Peintres au Cafè Sonnant

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di Giorgio Gaslini

Per due Pianoforti e Percussioni, con Maurizio Ben Omar
regia di Francesco Leprino

In un caffè immaginario si riuniscono otto pittori famosi
che forse non si sono incontrati prima o forse si.
Mentre l’orchestrina del locale
come in lontananza
suona spensieratamente.
La nona sedia è per il pittore che verrà,
e a lui è dedicato il brindisi finale!

Un gioco di immaginazione e specchi che partendo dallo spazio delle tela si trasferisce alla temporalizzazione delle musica quindi ritorna allo spazio – tempo del linguaggio video